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Handicap del lavoratore

Ultimo aggiornamento 24/10/2009

PERMESSI PER PORTATORI DI HANDICAP

L’articolo 33 della Legge 104/1992 prevede permessi retribuiti per il lavoratore maggiorenne portatore di handicap in situazioni di gravità.
La circolare INPS n. 37/1999 precisa che tali permessi competono nel limite di 2 ore giornaliere oppure di 3 giorni mensili, fruibili anche continuativamente.
In base alla circolare INPS n. 133/2000, per esigenze improvvise, il lavoratore può in qualsiasi momento tramutare la fruizione dei permessi da orari a giornalieri o viceversa.

DOCUMENTAZIONE PER I PERMESSI

In base alla circolare INPS 80/1995, per fruire dei permessi, il lavoratore disabile deve presentare presso l’Istituto stesso il modello HAND/3 corredato dell’attestazione dell’ASL circa la gravità dell’handicap.
Copia della ricevuta di presentazione deve essere trasmessa al datore di lavoro.
L’autorizzazione ha validità annuale, ridotta a sei mesi se non viene presentata la definitiva attestazione dell’ASL circa la gravità dell’handicap.
Modello HAND/3 Modello HAND/3 [195 Kb]

TRATTAMENTO ECONOMICO E CONTRIBUTIVO

Il datore di lavoro deve anticipare al lavoratore portatore di handicap la retribuzione per i permessi fruiti, calcolata con gli stessi criteri previsti per i cosiddetti permessi per allattamento, recuperando l’importo tramite compensazione con i contributi dovuti.
A tale scopo deve indicare nel quadro D del modello DM10 il codice L057 per i permessi orari o L058 per i permessi giornalieri.
Tali permessi danno diritto, per il lavoratore, all’accreditamento dei contributi figurativi.

PERMESSI IN CASO DI ORARIO RIDOTTO

Il numero dei giorni di permesso spettanti per handicap va proporzionato in caso di:
  • lavoro a tempo parziale, con arrotondamento all’unità inferiore o superiore (circolare INPS n. 133/2000);
  • ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni, considerando le giornate lavorate.