Sanatoria 2012 extracee | LAVORO in SINTESI
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Sanatoria 2012 extracee

CONDIZIONI PER FRUIRE DELLA SANATORIA

Come precisato dalla circolare congiunta dei Ministeri dell’Interno e del Lavoro del 07/09/2012, è prevista la possibilità di regolarizzare i rapporti di lavoro con cittadini extracomunitari senza permesso di soggiorno, o con permesso di soggiorno che non permette il lavoro dipendente, in presenza di questi requisiti:

  1. il lavoratore deve poter dimostrare di essere già presente in Italia alla data del 31/12/2011;
  2. il rapporto di lavoro deve aver avuto inizio entro il 9 maggio 2012, non deve risultare cessato alla data di presentazione della dichiarazione di emersione e comunque deve aver avuto una durata di almeno 6 mesi al momento della sottoscrizione del contratto di soggiorno;
  3. l’orario di lavoro non deve essere inferiore a 20 ore settimanali in caso di collaborazione familiare, mentre deve coincidere con il tempo pieno previsto dalla Contrattazione Collettiva negli altri casi;
  4. la retribuzione corrisposta al lavoratore non può essere inferiore al minimo previsto dal Contratto Collettivo di lavoro  
  5. salvo il caso di collaboratori familiari addetti a persone non autosufficienti, il datore di lavoro deve aver dichiarato un reddito non inferiore a determinati limiti;
  6. il datore di lavoro deve essere in una situazione regolare nei pagamenti di premi assicurativi e contributi, che dovrà risultare dal DURC interno che lo Sportello Unico per l’Immigrazione chiederà all’INPS;   
  7. sia il datore di lavoro che il lavoratore non debbono rientrare in determinate situazioni di irregolarità in campo penale e con riferimento all’immigrazione.

REDDITO MINIMO DEL DATORE DI LAVORO

Il reddito dichiarato dal datore di lavoro che intende fruire della regolarizzazione:

  • non è richiesto se il lavoratore è un collaboratore familiare addetto alla assistenza di una persona non autosufficiente;
  • deve ammontare almeno a 20.000 euro negli altri casi di lavoro domestico, ma può essere inferiore se, sommato al reddito di altri componenti della famiglia, supera euro 27.000;
  • deve ammontare, come reddito o come fatturato, almeno a 30.000 euro in casi diversi da quelli di cui sopra.

Le Direzioni Territoriali del Lavoro stabiliranno il limite minimo di reddito in caso di assunzione di più lavoratori da parte dello stesso datore di lavoro. 

SITUAZIONI DEL DATORE DI LAVORO NON AMMESSE

Non possono fruire della sanatoria i datori di lavoro:

  • che nei in passato hanno presentato domanda per assumere o regolarizzare un lavoratore extracomunitario senza poi sottoscrivere il contratto di soggiorno e instaurare il rapporto di lavoro;
  • che negli ultimi 5 anni sono stati condannati, anche con sentenza non definitiva, anche in caso di patteggiamento, per reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, reclutamento o sfruttamento della prostituzione o di minori, intermediazione illecita di manodopera, utilizzo di manodopera immigrata irregolare.

SITUAZIONI DEL LAVORATORE NON AMMESSE

Non possono fruire della regolarizzazione i lavoratori extracomunitari:

  • destinatari di un provvedimento di espulsione per motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato, prevenzione o terrorismo;
  • segnalati per la non ammissione in area Schengen;
  • condannati,anche con sentenza non definitiva, anche a seguito di patteggiamento, per uno dei reati di cui all’articolo 380 del Codice di procedura penale;
  • socialmente pericolosi per l’ordine pubblico o per la sicurezza dello Stato o di altro paese dell’area Schengen.

CONTRIBUTO FORFETTARIO DI 1.000 EURO

Il datore di lavoro deve versare preventivamente un contributo forfettario di 1.000 euro che:

  • non è deducibile fiscalmente;
  • non viene restituito nel caso di risposta negativa alla domanda di regolarizzazione per mancanza di requisiti.

Il contributo va versato tramite un particolare modello F24, reperibile presso le banche o gli uffici postali e scaricabile dai siti dell’INPS, del Ministero del Lavoro o del Ministero degli Interni.

F24 e relative istruzioni

INVIO DELLA DOMANDA DI REGOLARIZZAZIONE

 

La domanda di regolarizzazione deve essere presentata per via telematica nel periodo compreso tra il 15 settembre e le ore 24,00 del 15 ottobre 2012.

Non essendo previsto un numero massimo di domande, risulta indifferente la data e l’ora di invio, purché all’interno del suddetto periodo di tempo.

La ricevuta di presentazione della domanda può essere scaricata telematicamente ed una copia della stessa deve essere consegnata al lavoratore interessato. 

La circolare del Ministero dell’Interno n. 7529/2012 ha dato la possibilità, per chi non aveva presentato telematicamente la domanda pur avendo versato nei termini il contributo forfettario di euro 1.000, di effettuare tale adempimento nel periodo di tempo compreso tra il 10/12/2012 e il 31/01/2013.

SOTTOSCRIZIONE DEL CONTRATTO DI SOGGIORNO

Lo Sportello Unico per l’Immigrazione competente per territorio, ricevuta la domanda per via telematica e i pareri favorevoli della Questura e della Direzione Territoriale del Lavoro, provvede a convocare il datore di lavoro e il lavoratore interessati, che dovranno esibire anche la ricevuta dell’avvenuto pagamento del contributo di 1.000 euro e il documento attestante la presenza del lavoratore in Italia al 31/12/2011 o in data precedente.

RILASCIO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO

Il permesso di soggiorno che sarà rilasciato avrà durata biennale in caso di rapporto a tempo indeterminato, annuale in caso di rapporto a tempo determinato.

Lo straniero regolarizzato non avrà l’obbligo di stipulare il nuovo accordo di integrazione, ma dovrà comunque l’obbligo di versare, tramite c/c postale n. 67422402 intestato al Ministero delle Finanze, il contributo di euro 80 o di euro 100 a seconda che il permesso di soggiorno avrà durata annuale o biennale.

PAGAMENTO DEI CONTRIBUTI INPS

La circolare INPS n. 113/2012 detta le istruzioni da seguire per il pagamento dei contributi relativi ai lavoratori stranieri regolarizzati.

DOCUMENTO PER PRESENZA IN ITALIA NEL 2011

Secondo il parere dell’Avvocatura dello Stato la presenza nel territorio nazionale alla data del 31/12/2011 può essere dimostrata anche da:

    • certificazione medica proveniente da struttura pubblica;
    • certificato di iscrizione scolastica dei figli del lavoratore;
    • tessere nominative dei mezzi pubblici;
    • certificazioni provenienti dalle forze pubbliche, quali sanzioni stradali, amministrative, multe di ogni genere, ecc.;
    • titolarità di schede telefoniche di operatori italiani (quali Tim, Vodafone, Wind, 3, ecc.);
    • centri di accoglienza e/o di ricovero autorizzati o anche religiosi.

RISPOSTE ALLE DOMANDE PIU' FREQUENTI

Il Ministero del Lavoro ha pubblicato nel suo sito le risposte alle domande più frequenti poste sull'argomento.

FRUIZIONE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

Il Ministero dell’Interno, con apposita circolare, ha stabilito che, in attesa del permesso di soggiorno, i lavoratori stranieri per i quali è stata presentata domanda di regolarizzazione possono fruire del Servizio Sanitario Nazionale.

CESSAZIONE RAPPORTO PER CAUSE DI FORZA MAGGIORE

La circolare del Ministero dell’Interno n. 7529/2012 ha chiarito che, in caso di interruzione del rapporto di lavoro indipendente dalla volontà delle parti, come ad esempio il decesso della persona da assistere o la cessazione di attività dell’azienda, il datore di lavoro deve darne notizia allo Sportello Unico e all’INPS.

In ogni caso deve esserne data comunicazione allo Sportello Unico per l’immigrazione e all’INPS.

Se il subentro non è possibile lo straniero avrà diritto al permesso di soggiorno per attesa occupazione.

INTERRUZIONE DEL RAPPORTO PER ALTRE CAUSE

Secondo la circolare del Ministero dell’Interno n. 7529/2012, se il rapporto di lavoro si interrompesse per motivi diversi da una causa di forza maggiore, il datore di lavoro dovrà comunque presentarsi insieme al lavoratore presso lo Sportello Unico per l’immigrazione per formalizzare la rinuncia al rapporto di lavoro, specificandone i motivi e sottoscrivendo in ogni caso il contratto di soggiorno per il periodo relativo all’effettivo impiego del lavoratore, non inferiore comunque a 6 mesi e con versamento dei relativi contributi.

In tal caso il lavoratore potrà chiedere un permesso di soggiorno per attesa occupazione.

Se si presentasse alla convocazione solo il datore di lavoro verranno comunque archiviati i procedimenti penali e amministrativi eventualmente sospesi.

CIRCOLARE DEL 10/7/2013 PER CASI PARTICOLARI

  

La circolare del Ministero del Lavoro  del 10/07/2013 ha chiarito l’esito della domanda di regolarizzazione in presenza di situazioni particolari. 

Tale circolare ha precisato che, una volta accertata la presenza del lavoratore in Italia alla data del 31/12/2011,  viene comunque rilasciato al lavoratore un permesso  di soggiorno per attesa occupazione (mod. 209): 

  • se la domanda è rigettata  per cause imputabili esclusivamente al datore di lavoro;
  • in caso di cessazione del rapporto prima della convocazione presso lo Sportello Unico.  

E’ stato invece precisato che viene rilasciato il permesso di soggiorno per lavoro subordinato anche nei casi in cui: 

  • prima della convocazione presso lo Sportello Unico è avvenuta la cessazione del rapporto con assunzione da parte di un altro datore di lavoro;
  • non risulta possibile presentare la documentazione per idoneità alloggiativa.